Dall’Italia all’Olanda in macchina (con due bambini): itinerario, tappe e consigli utili

Siamo ritornati a casa da pochi giorni, dopo aver fatto un lungo viaggio dall’Italia all’Olanda in macchina. I rientri, dopo essere stati all’estero per tanti giorni, sono sempre un po’ difficili. Almeno per me, si intende. C’è chi ama ritornare a casa e chi invece non vede l’ora di ripartire e io appartengo sicuramente alla seconda categoria.
Quello che abbiamo appena fatto è stato un viaggio lungo e intenso, dove il tempo per riposarsi è stato davvero poco. Abbiamo macinato chilometri, visto città, cambiato paese tante volte, dormito in molti alberghi diversi. E’ stato bello e faticoso allo stesso tempo, ma vi voglio raccontare tutto dall’inizio.

L’idea del viaggio

Per tanto tempo ci siamo chiesti quale sarebbe stato il viaggio ideale da fare con due bambini ancora piccoli. Bernardo ha 4 anni e Carolina solo 6 mesi. La cosa più semplice sarebbe stata affittare una casa su un’isoletta della Grecia e fare una vita tranquilla e rilassata per 3 settimane. Bellissimo se amate il mare, il caldo, l’estate e le vacanze in relax. Un incubo se, come me, non riuscite a stare in un posto nuovo senza far niente tutto il giorno.
Così ad un certo punto ci siamo messi in testa di fare un viaggio on the road verso mete più fresche. Anche se devo ammettere che la prima volta che Cosimo mi ha proposto di andare in Olanda in macchina, se ricordo bene, devo averlo quasi insultato.

In macchina? In Olanda? Con due bambini piccoli? Ma siamo matti? Ci sono quasi 1.700 km tra Roma ed Amsterdam come si può pensare di fare un viaggio simile con due nanetti di appena 4 anni e 6 mesi? Follia! L’ho escluso a priori.

Poi però in segreto ci ho pensato un po’ su e ho cominciato ad immaginare tutte le città che avremmo potuto visitare e le avventure memorabili che avremmo potuto vivere e poco alla volta mi sono convinta che forse non era impossibile come poteva sembrare.
Ho colto la palla al balzo quando mio marito mi ha detto “guarda che manca poco, se non decidiamo cosa fare va a finire che non facciamo nulla” e l’idea di passare un agosto bollente a Roma mi ha fatto subito dire “ok, proviamo a pensare a come potrebbe essere questo viaggio e vediamo se la cosa è fattibile”.
E così, a 10 giorni dall’ipotetica data di partenza, abbiamo preso carta e penna, un calendario e con Google Maps sotto agli occhi, ci siamo messi a scrivere.

L’itinerario dall’Italia all’Olanda in macchina

Decidere l’itinerario è stato piuttosto semplice. L’unica regola da rispettare è stata questa: non mettere troppi chilometri tra una tappa e l’altra per rendere il viaggio meno pesante a tutti (soprattutto per i bambini).
Abbiamo scelto il punto più lontano dove arrivare, ovvero Amsterdam e abbiamo cominciato ad ipotizzare le tappe, seguendo una linea il più possibile dritta verso la meta. Et voilà. Ci abbiamo messo meno di un’ora a scegliere l’itinerario definitivo.Autoritratto allo specchio

Eccolo qui: Roma, Milano, Basilea, Troyes, Reims, Bruges, Anversa, Utrecht, Rotterdam, Amsterdam, Colonia, Strasburgo, Lucerna, Milano, Roma.
21 giorni di viaggio. 6 paesi da attraversare. 11 città straniere da visitare. 3.500 km da percorrere.

Devo dire che, anche dopo aver definito l’itinerario, la mia titubanza a partire era ancora lì. La paura di fare un viaggio troppo impegnativo con i bambini non si era dileguata del tutto. Avevo il terrore di trasformare un’esperienza potenzialmente incredibile, in un incubo totale. Il mio desiderio di viaggiare ha però avuto la meglio e alla fine mi sono decisa. Ok facciamolo, tanto se non proviamo non sapremo mai se è una cosa che possiamo affrontare o meno. E così detto fatto!

Data di partenza: 5 agosto. Data di ritorno 26 agosto.

L’organizzazione

Per prima cosa abbiamo prenotato la casa di Utrecht, quella che poi sarebbe stata la nostra base per i 9 giorni di permanenza in Olanda (e poi vi spiegherò perché Utrecht e non Amsterdam) e le prime due notti d’albergo (Milano e Basilea).
Il resto delle notti le abbiamo prenotate strada facendo perché in un viaggio itinerante non si sa mai che non ci siano imprevisti. Una coda in autostrada, il desiderio di variare il percorso o di stare più tempo in più in una città, possono non farti arrivare in tempo alla tappa successiva, quindi tanto vale aspettare e prenotare lungo la strada (cosa che il più delle volte non ha comportato nessun problema, tranne che in un’occasione).

Dall'Italia all'Olanda in macchina: tappa a Troyes
Dopo di che ci siamo dedicati ai bagagli. Parola d’ordine: portare meno cose possibili, soprattutto per due motivi.
Il primo è che dovendo cambiare albergo/casa di continuo, svuotare e riempire la macchina più o meno un giorno si è uno no è un vero lavoraccio. Secondo: durante il viaggio inevitabilmente si compra qualcosa quindi bisogna tenere conto di avere un po’ di spazio libero per i nuovi acquisti.
Siamo partiti con una valigia grande divisa tra me e Cosimo, una valigia piccola per i bambini, uno zainetto con i giochi di Bernardo, il passeggino e il lettino da viaggio per Carolina.

Bisogna ammettere che il lettino da viaggio è un vero ingombro, ma è stato essenziale, perché non tutti gli alberghi ne hanno uno a disposizione e in ogni caso la casa che avevamo affittato ad Utrecht non ce lo aveva, quindi ce lo siamo dovuti portare per forza. Una volta messo nel bagagliaio, la cosa migliore che vi può capitare è di lasciarlo per lo più lì, la peggiore è che, quell’unica volta che lo dovete usare, avrete sicuramente prenotato una camera in un albergo senza ascensore e con delle scale ripidissime (come è successo a noi a Bruges).

Si parte!

A dirvela tutta la prima tratta del viaggio da Roma a Milano, io e i bambini ce la siamo fatta in treno. Un po’ perché Milano più che una vera tappa, rappresentava di più il punto di partenza del viaggio e un po’ anche per risparmiare ai bambini 6 ore di macchina. Cosimo ha viaggiato con la nostra macchina e finalmente la mattina del 5 agosto eravamo tutti assieme e pronti alla partenza: macchina carica, bambini ben posizionati sui loro seggiolini, valigie sistemate ad opera d’arte da Cosimo/Furio (ve lo ricordate il personaggio di Carlo Verdone in Bianco, Rosso e Verdone?) ed entusiasmo alle stelle per l’avventura che stava per iniziare.

Il mio incubo più grande era proprio quello di fare i lunghi viaggi in macchina. Pensavo che Bernardo avrebbe manifestato il suo disappunto continuamente per l’obbligo di dover stare seduto per ore e che Carolina avrebbe pianto senza sosta. Invece già dalla prima tappa del viaggio le cose sono andate meglio del previsto.

Ovviamente ci siamo organizzati con tutto il necessario: per Bernardo ho portato un album per disegnare, vari giornali per bambini da sfogliare, i suoi Gormiti preferiti. Abbiamo inventato continuamente giochi da fare (della serie “indovina a che animale sto pensando”) e una volta finito tutto il repertorio, il tablet con un po’ di cartoni scelti prima di partire, è stato la nostra salvezza durante le tratte più lunghe.

Per Carolina è stato tutto molto più semplice: un sacchettino con qualche librino morbido e dei giochini da manipolare e mordicchiare sono bastati per i momenti più difficili. Il segreto in realtà è stato tutto nel calcolare i tempi giusti, ovvero farla mangiare poco prima di partire e possibilmente mettersi in viaggio in orari compatibili con i suoi pisolini. Risultato: ha dormito quasi sempre!
Ovviamente bisogna mettere in conto qualche pausa extra agli autogrill per spezzare il viaggio, sgranchirsi le gambe e fare una buona merenda, cosa fondamentale per sopravvivere.

Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Germania

Nel nostro percorso dall’Italia all’Olanda in macchina, la prima tappa l’abbiamo fatta a Basilea in Svizzera. La Svizzera è un paese molto bello, pieno di città interessanti da visitare e di paesaggi stupendi e rilassanti. Ma vogliamo parlare per un attimo di quanto sia costoso? Il pasto più dispendioso di tutta la vacanza lo abbiamo fatto in un autogrill in Svizzera durante il viaggio di ritorno. Così tanto per capirci una bottiglietta d’acqua da mezzo litro costa mediamente 4€!
C’è da dire però che i servizi sono sempre eccezionali. Per esempio nei bagni degli autogrill oltre ad esserci sempre uno spazio (pulitissimo) per cambiare i bebè con fasciatoio imbottito con tanto di giostrina annessa per intrattenere i pupi durante l’operazione del cambio, ci sono a disposizione salviettine umide, pannolini di varie taglie e crema emolliente. Cose che hanno dell’incredibile per un’italiana abituata a cambiare i propri bimbi sulle superfici più disparate e nelle posizioni più assurde.

Leggi anche: 24 ore a Basilea

Dall'Italia all'Olanda in macchina: in giro per le strade di Troyes

La pioggia ci ha poi accompagnati in Francia. Siamo stati a Troyes e a Reims. Due sole parole: cattedrali gotiche e dolci francesi. Un’accoppiata che può farmi impazzire. Dopo aver mangiato più tarte au citron meringuèe possibili ed essere entrata in alcune delle chiese gotiche più spettacolari della Francia, ci siamo diretti ancora più a nord.

Leggi anche: Visita Troyes e gita a Reims

L’arrivo in Belgio è stato traumatico per il pranzo che abbiamo fatto nell’autogrill appena passato il confine. Ci siamo ritrovati a mangiare cibi fritti non meglio identificati, molto piccanti di varie forme e grandezze. Ma la bellezza delle città che abbiamo visitato ci ha fatto dimenticare il cibo pessimo: Bruges e Anversa sono stupende.
Purtroppo a Bruges abbiamo avuto non pochi problemi a trovare un albergo. Ci siamo resi conto solo arrivando in città, di come Bruges sia presa d’assalto dai turisti in questo periodo. L’unico albergo disponibile ad un prezzo abbordabile si è rivelato davvero pessimo e sorpresa, sorpresa, quando siamo arrivati abbiamo scoperto che non c’era il bagno in camera (ma la doccia si!). Ci siamo adattati per due notti e la bellezza della città ci ha aiutato a non pensarci su troppo.

La tappa successiva ci ha portati finalmente in Olanda. Ci siamo diretti ad Utrecht dove abbiamo affittato una casa per l’intero soggiorno in questo paese, abbiamo parcheggiato la macchina e ci siamo spostati sempre in treno. Utrecht è una città che mi ha fatto innamorare all’istante. Bella, pulita, tranquilla, a misura d’uomo e vagamente più economica di Amsterdam. La nostra casa era deliziosa: una vera casetta olandese con l’entrata direttamente sulla strada, grandi finestre e i pavimenti un po’ storti. L’ho amata davvero tanto, come ho amato la via pedonale dove si trovava, fatta tutta di casette di 2 o 3 piani come la nostra con le biciclette parcheggiate fuori dalla porta e le panchine di legno dove sedersi a bere il caffè appena preparato.

Dall'Italia all'Olanda in macchina: la nostra casa di Utrecht
Ad Amsterdam ci siamo stati 3 volte, sempre in giornata. Il tragitto in treno da Utrecht dura 27 minuti e per raggiungere Rotterdam ce ne vogliono solo 10 in più. Amsterdam è un po’ caotica ad agosto, piena di turisti (tantissimi italiani) e la scelta di stare ad Utrecht è stata geniale. Ci siamo risparmiati il caos della grande città e abbiamo fatto una vita più a misura di bambino.

Leggi anche: 29 cose da fare ad Amsterdam

La fine della nostra permanenza in Olanda ha segnato anche l’inizio del viaggio di ritorno. L’arrivo in Germania è stato un po’ duro. Non abbiamo trovato Colonia particolarmente attraente, inoltre il traffico della città ci è sembrato insopportabile. Non che lo fosse veramente, anzi, ma siamo stati abituati per 9 giorni a vivere quasi in assenza di macchine: in Olanda si muovono tutti in bicicletta. Ciliegina sulla torta: siamo passati dai piacevoli 20 gradi olandesi agli insopportabili 30 gradi tedeschi e questa cosa ci ha davvero spiazzati. A rendere il viaggio di ritorno ancora più difficile c’è stato il fatto di dover decidere, per questioni lavorative, di tornare in Italia un giorno prima e quindi di dover eliminare una tappa del viaggio.

Da Colonia siamo passati a Strasburgo, città deliziosa. Così ci siamo ritrovati nuovamente in Francia a visitare un po’ troppo rapidamente una città bellissima e a gustare qualche dolcetto francese. A Lucerna non ci siamo mai fermati, abbiamo tirato dritto fino a Milano passando di nuovo per la Svizzera. E così un po’ tristi e sconsolati siamo rientrati alla base.

Imprevisti e cose da migliorare

Questo è stato il nostro primo vero viaggio on the road con i bambini e per essere stato il primo non ci possiamo davvero lamentare per come sono andate le cose.
Mi sembra scontato dirvi che i viaggi con i bambini sono molto più impegnativi di quelli fatti in coppia o da soli e bisogna tenere conto di alcune problematiche nell’organizzazione di un viaggio simile.

Per quel che riguarda Carolina (6 mesi) il problema più grande è stato il sonno. Avendo molta difficoltà a dormire nel passeggino, restava sveglia la maggior parte del giorno. Questo faceva sì che la sera fosse molto nervosa e stanca, rendendo di fatto impossibili le uscite serali.

Dall'Italia all'Olanda in macchina: bambina dorme nel passeggino
Inoltre abbiamo dovuto tenerla in braccio spesso e sicuramente l’uso di una fascia o di un marsupio avrebbe aiutato. C’è poi da mettere in conto la scomodità dei lettini portatili su cui ha dormito negli alberghi e la possibilità di incappare in alcuni imprevisti. A noi è successo per ben due volte di ritrovarci con un lettino senza materasso. Non chiedetemi come sia possibile, ma sia in un appartamento che in un albergo ci hanno fornito il letto sprovvisto di materasso e quindi inutilizzabile.

Dall'Italia all'Olanda in macchina: a passaggio nell'orto botanico
Per quel che riguarda l’alimentazione ho deciso di posticipare lo svezzamento di qualche settimana in modo da non dover dipendere dal fatto di avere sempre una cucina dove poterle preparare la pappa. L’ho allattata ovunque senza problemi. In generale nei paesi del nord Europa nessuno si fa problemi se vede una donna a seno scoperto che allatta un bebè. Quindi sappiate che potete sentirvi totalmente libere di allattare ovunque sia all’aria aperta che in ristoranti, caffè o musei.

Per quel che riguarda Bernardo (4 anni) le problematiche sono state diverse. Più i bambini crescono e più esigenze hanno, quindi bisogna tener conto del fatto che durante un viaggio itinerante possono essere stanchi, stufi o non essere d’accordo sulle cose che gli proponete di fare. Per non parlare poi del cibo!
Per fortuna è un bambino molto curioso che si diverte a visitare i musei e su quel fronte non abbiamo quasi mai avuto problemi.

Dall'Italia all'Olanda in macchina: visita ai musei con i bambini

Molto più difficile pretendere di farlo camminare tutto il giorno a zonzo per la città. Più di una volta si è buttato per terra pretendendo una pausa, quindi sono sicuramente da prevedere spostamenti in tram/autobus/metropolitana o nei casi più critici in taxi. Nonostante questo ci sono stati momenti in cui ha camminato per ore senza mai lamentarsi. Dovete sapere che noi abbiamo abbandonato l’uso del passeggino molto presto (trovo sempre un po’ strano vedere bambini sopra i 3 anni che vengono scarrozzati in giro dai genitori come fossero bebè) e lui è sempre stato spronato a camminare il più possibile fin da piccolo. Quindi con un po’ di buona volontà e la giusta dose di pazienza, si possono affrontare giornate dove si esce la mattina, si sta tutto il giorno in giro e si fa ritorno a casa soltanto la sera.

Dall'Italia all'Olanda in macchina: bambino stanco si butta per terra

Per quanto possibile poi, abbiamo cercato di dedicare del tempo a delle attività specifiche per lui tipo visitare il museo dei bambini o quello di storia naturale o fermarsi a giocare in un parco tra una visita e l’altra.Bambino gioca al parco giochi
In generale abbiamo cercato di coinvolgerlo sempre nelle attività che stavamo facendo, anche quando un’attività era evidentemente non di suo gradimento. Nonostante questo non sono mancati momenti di crisi e più di una volta abbiamo rinunciato a fare qualcosa perché era troppo stanco.

Il consiglio più prezioso che posso darvi è questo: armatevi di tanta pazienza, ricordatevi sempre che sono bambini e non adulti e siate elastici sui programmi che avete preparato, prevedendo cambiamenti e ritardi sulla tabella di marcia. Questo è l’unico modo per sopravvivere!

Mappa dell’itinerario

mappa dell'itinerario dall'Italia all'Olanda in macchina

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7 Comments

  1. Giuliana 03/09/2019 at 9:57

    Il racconto del tuo viaggio è molto bello ed invitante 🙂
    Grazie per i preziosissimi consigli!
    Baci!!!

    Reply
    1. annascrigni 03/09/2019 at 14:21

      Sono contenta che ti sia piaciuto! Grazie per esserti fermata a leggerlo tutto 🙂

      Reply
  2. Yana 05/09/2019 at 11:20

    Grazie mille, Anna per questo post. Noi vorremmo visitare Olanda ed i tuoi consigli sono molto utili. Fermarsi ad Utrecht e non ad Amsterdam sarebbe ragionevole. Guardando le foto, posso dire che la città è veramente bella. Anche tua Stories su Instagram dedicata ad Utrecht mi ha ispirata 🙂

    Per quel che riguarda la Svizzera. Quest’ estate siamo andati là a trovare i nostri amici. Il paese è molto bello (siamo stati nella zona del lago di Zurigo), ma sono d’accordo, che tutto è molto caro. Nonostante fossimo consapevoli del livello dei prezzi, era difficile pagare circa 25 Euro per un piatto abbastanza semplice con la salsiccia e verdure 🙂

    Reply
    1. annascrigni 05/09/2019 at 13:03

      Mamma mia ma quanto è cara la Svizzera? Devo dire che è un paese che mi piace molto e ci sono varie città che vorrei visitare, soprattutto Zurigo, ma ogni volta che ci vado, anche se sto attenta, spendo sempre una fortuna!

      Per quel che riguarda l’Olanda: grazie, sono contenta di esserti stata utile. Per me Utrecht è stata una piacevole scoperta, se decidi di non soggiornarci cerca almeno di andarla a visitare perchè è davvero bella. Comunque io ho trovato molto comodo starci e andare in giornata ad Amsterdam è veramente semplice.
      Presto scriverò dei post dedicati ad entrambe le città con tutte le cose che abbiamo visto e visitato!

      Reply
  3. Yana 05/09/2019 at 20:37

    Grazie Anna! I post, li leggerò volentieri 🙂

    Reply
  4. Chiara 06/09/2019 at 13:44

    Devo assolutamente consigliare i lettini portatili migliori, per me : quelli a tenda che si aprono a molla e che occupano lo spazio di una borsa! Si trovano anche su amazon, basta cercare “lettino viaggio tenda”. Spesso sono venduti con materassino auto gonfiante… E poi durante l’anno è un gioco imbattibile 😁

    Reply
    1. annascrigni 06/09/2019 at 14:18

      Ottimo consiglio, grazie! Io l’ho usato per mio figlio quando era un po’ più grande, ma per la piccina mi sembrava poco pratico, visto che ancora si sveglia la notte e tirarla fuori e dentro dalla tenda mi sembrava molto laborioso! Tu ti sei trovata bene? Io l’ho comprata con un materassino davvero sottilissimo purtroppo e ho paura sia poco comoda.

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